Numero 3

I clienti se ne vanno senza rispettare il preavviso: cosa posso far valere davvero del mio contratto?

Decine di clienti interrompono la fornitura da un giorno all'altro, molti senza nemmeno mandare la disdetta.

Il dubbio

Avvocato buongiorno. In pochi mesi ho perso più di cinquanta clienti, passati tutti a un concorrente nuovo. Nel mio contratto c'è il rinnovo automatico con disdetta tre mesi prima della scadenza, e quasi nessuno l'ha rispettata. Alcuni hanno smesso e basta. Posso pretendere qualcosa?

Il legalese tradotto

La clausola di rinnovo automatico è valida: nessuno ti vieta di scriverla. Il problema è che, così com'è, spesso non regge - e per due motivi che non dipendono dal cliente che se ne va. Il primo. Se il contratto lo hai preparato tu e il cliente si è limitato a firmarlo in fondo, le clausole che lo vincolano più del normale - rinnovo tacito, limiti al recesso, penali, foro - hanno bisogno di una seconda firma specifica, che le richiami una per una. Senza quella, non producono effetto. Il secondo. Se dall'altra parte c'è un consumatore, cioè una famiglia e non un'azienda, un termine di disdetta troppo lontano dalla scadenza si presume abusivo, e quindi nullo. Tre mesi su un contratto annuale è al limite: è un termine che in più di un caso è stato contestato con successo. Quando invece la clausola regge, il cliente che interrompe prima della scadenza senza una disdetta valida è semplicemente inadempiente: il contratto prosegue e tu puoi chiedere quello che quella rottura ti è costata.

Glossario della settimana

Disdetta
la comunicazione con cui una parte impedisce che il contratto si rinnovi alla scadenza. Non confonderla con il recesso, che interrompe il contratto mentre è ancora in corso: la disdetta agisce solo sulla scadenza, ed è valida solo se arriva entro il termine previsto.

Traduzione: Il rinnovo automatico da solo non ti tiene il cliente. Vale se è stato firmato a parte, clausola per clausola, e se il preavviso non è sproporzionato - soprattutto quando dall'altra parte c'è una famiglia. Se regge, la disdetta tardiva è un inadempimento e il danno lo puoi chiedere.

Tre azioni pratiche

  1. 1Riprendi il tuo contratto tipo e conta le firme: una sola in fondo non basta a reggere rinnovo tacito, penali, limiti al recesso e foro.
  2. 2Separa i clienti-azienda dai clienti-famiglia e usa due versioni del contratto: sui secondi il preavviso lungo è il primo punto che salta.
  3. 3Quando arriva una disdetta, protocollala e rispondi per iscritto in pochi giorni, dicendo se la consideri valida o tardiva e perché. Tieni insieme: contratto firmato in ogni sua parte, prova della ricezione della disdetta (PEC, raccomandata, mail con conferma di lettura), estratto delle forniture eseguite fino a quel giorno e fatturato del cliente negli anni precedenti.

La prima mossa veloce

Apri adesso il tuo contratto tipo e guarda solo l'ultima pagina: c'è una seconda firma, con i numeri delle clausole richiamati uno per uno? Se la firma è una sola, oggi quelle clausole non ti difendono. È il difetto più diffuso che si vede e anche il più rapido da correggere.

Avv. Claudio Nappo

Chi scrive

Avv. Claudio Nappo

Giurista d'impresa · Ordine di Nola

Ho iniziato dal diritto del lavoro e oggi affianco imprenditori, PMI e HR manager su tutte le materie che un'azienda incontra. Con me, il team di Legalese Facile — altri giuristi d'impresa, ognuno con la sua verticale: dal societario al fisco, dalla crisi d'impresa alla sicurezza. Ogni sabato traduciamo un caso vero dal legalese all'italiano.

Profilo

Un contratto non vale solo per quello che ci hai scritto dentro. Vale anche per come te lo hanno firmato.

— Avv. Claudio Nappo e il team di Legalese Facile

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